domenica 11 ottobre 2015
La positiva abolizione delle quote latte
Solo ieri ho appreso la notizia della positiva abolizione delle quote latte,decisa dall'Unione Europea,a partire dallo scorso primo aprile 2015.Risulta,infatti,positivo che gli allevatori italiani e degli altri stati facenti parte dell'Unione Europea,abbiano riacquistato la libertà di produrre la quantità di latte,da loro voluta,lasciando stabilire il prezzo del latte,principalmente,alla legge della domanda e dell'offerta.Infine rammento che io,sia,in data 31 luglio 2011,in questo mio blog,sia in una mia lettera che venne pubblicata sul quotidiano Il Giorno,in data 6 agosto 2002,ben tredici anni fa !,richiesi l'abolizione delle quote latte.
venerdì 9 ottobre 2015
Una memorabile frase del politico Sandro Pertini
Il politico Sandro Pertini,socialista,antifascista,Deputato all'Assemblea Costituente,Deputato e Presidente della Repubblica,dal 1978 al 1985,pronunciò la seguente memorabile frase:"Alla più perfetta delle dittature io preferirò sempre la più imperfetta delle democrazie".
mercoledì 7 ottobre 2015
La mancata abolizione delle province
La cosiddetta legge Delrio,approvata nel 2014,dal nome di Graziano Delrio,l'allora Sottosegretario del Presidente del Consiglio,Matteo Renzi,e attuale Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti,ha riformato le province ma,purtroppo,non le ha abolite.Tale legge ha ridotto le spese per il funzionamento delle province,ma le province dovevano essere abolite,mediante una legge costituzionale,in quanto inutili.Il 30 settembre del 2000,ben quindici anni fa!,il Corriere della Sera pubblicò una mia lettera,in cui richiesi l'abolizione delle inutili province.Nel libro intitolato La Casta,pubblicato da Rizzoli,nel 2007,i giornalisti Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo dedicarono un capitolo ad evidenziare l'inutilità delle province e a rammentare le proposte avanzate,in passato,da alcuni personaggi,di abolire le province.Infine la legge Delrio ha sostituito dieci province con dieci città metropolitane,un altro ente politico inutile,da abolire,sempre mediante una legge costituzionale.
sabato 3 ottobre 2015
Utilità del gioco
Tutti i tipi di gioco sono utili,poichè,da una parte,consentono a coloro che grazie alla fortuna vincono o di guadagnare del denaro o di diventare,in caso di grosse vincite,ricchi o addirittura ricchissimi,come nel caso di coloro che,facendo il Sei,vincono al Superenalotto,dall'altra,il denaro perso da chi non vince va a beneficio dei titolari delle ricevitorie del Lotto,del Dieci e lotto,del Superenalotto,del Totocalcio,delle scommesse calcistiche e sportive e di altri giochi,dei proprietari dei bar dove vi sono delle macchine da gioco,dei gestori del gioco online,dei rivenditori dei biglietti delle lotterie e dei gratta e vinci,dei proprietari delle sale Bingo e delle Case da gioco e dello Stato.Certamente vi possono essere delle persone che sbagliano a puntare troppo denaro al gioco e perdendo,possono danneggiarsi economicamente,ma ciò non rappresenta un motivo valido per abolire il gioco,giacchè anche chi investe tanto denaro in Borsa può perderlo del tutto,ma nessuno chiede in conseguenza di ciò l'abolizione della Borsa.Inoltre il gioco crea dei posti di lavoro,dato che delle persone lavorano in quanto addette al funzionamento delle sale Bingo e delle Case da gioco.Infine se venissero aboliti tutti i tipi di gioco lo Stato avrebbe meno entrate e sarebbe costretto o ad aumentare le tasse o a tagliare le spese,per avere la stessa quantità di denaro che ottiene mediante tutti i tipi di gioco.
venerdì 2 ottobre 2015
Attualità di alcune tesi del filosofo Norberto Bobbio
Dato che,purtroppo ed incredibilmente,Silvio Berlusconi non si è ritirato dalla politica,di cui è indegno,per i motivi che ho reso noti in questo mio blog,sono ancora di attualità le tesi sostenute dal filosofo Norberto Bobbio,in un suo articolo, pubblicato il 20 marzo 1994,sul quotidiano La Stampa ed intitolato,"Quell'Italia modello Berlusconi",che passo,qui,a citare."Per far vincere un candidato in un collegio di poche migliaia di persone basta un comitato elettorale.Forza Italia non è un partito:è un insieme di comitati elettorali,sparsi un po' dappertutto nel Paese.La formazione di un partito richiede tempo,la sua fortuna richiede un radicamento storico.Per la formazione di un comitato elettorale pochi mesi possono bastare.Tuttavia la spiegazione più frequente e anche più facile viene trovata nella constatazione di una videocrazia trionfante,ovvero del trionfo del potere che non si esercita più soltanto attraverso la parola parlata,che pochi sono disposti ad ascoltare,o quella scritta che pochissimi hanno tempo per imprimersi nella mente,ma attraverso l'immagine che entra insistentemente nelle case di tutti e si fissa nella memoria ben più che un discorso.A tutti è capitato di sentirsi dire:"L'ho vista in televisione",ma alla domanda:"Di che cosa parlavo?",di sentirsi rispondere:"Non ricordo".Però non tutti sono egualmente padroni della propria immagine...Ci sono oratori simpatici e antipatici,divertenti e noiosi.Lo stesso accade per coloro che si presentano sullo schermo di una televisione.Berlusconi,la sua immagine,la sa usare benissimo,da uomo che se ne intende...Nelle sue apparizioni il signore della Fininvest si presenta sempre più...come uno dei più perfetti personaggi degli spot televisivi graditi al pubblico.Sorride,o meglio mostra un largo sorriso che riflette una mente senza dubbi,un pensiero non offuscato da nubi,di persona che sa quel che vuole ed è soddisfatta di sè".
lunedì 28 settembre 2015
Contro Il Messaggero
Passo a riportare il testo di un'altra mia lettera al quotidiano Il Messaggero."Ho smesso di inviarvi le mie due lettere antifasciste e la mia missiva in cui ricordavo l'iscrizione alla P2 del giornalista Roberto Gervaso,poichè non ho più il denaro per comprare Il Messaggero.Comunque,quando avrò dei soldi,comprerò Il Messaggero soltanto quando acquisterò,qualche volta,il Corriere Adriatico,dato che il Corriere Adriatico,in data 23 agosto 2015,ha pubblicato una mia lettera.I giornalisti del Messaggero censurando,in modo ostinato,le mie missive non solo si sono dimostrati antidemocratici,ma sono stati anche assai prepotenti,negando ad un cittadino,senza alcun potere,quale io sono,la pubblicazione di una lettera su un quotidiano.Il Messaggero difende sia gli interessi economici e politici del suo,assai potente editore,ossia Francesco Gaetano Caltagirone,che appoggia il governo Renzi,sia un giornalista come Roberto Gervaso che difende il dittatore fascista Benito Mussolini.
giovedì 24 settembre 2015
In memoria del filosofo Jan Patocka
Intendo ricordare il filosofo,di nazionalità ceca,Jan Patocka,nato a Turnov,in Boemia,il primo giugno 1907,quale oppositore,non violento,della dittatura comunista della Cecoslovacchia.Jan Patocka,nel 1949,rifiutò di iscriversi al Partito Comunista cecoslovacco e a causa di ciò gli venne vietato,per vent'anni,l'insegnamento universitario.Nel 1977 Jan Patocka firmò,assieme ad altri,Charta 77,una dichiarazione in difesa dei diritti umani,di cui divenne il portavoce.Nei mesi precedenti la sua morte,avvenuta,all'età di 69 anni,a Praga,il 13 marzo 1977,il filosofo Jan Patocka,per essersi schierato in difesa della libertà e della democrazia,subì diversi interrogatori,da parte della polizia politica del regime comunista cecoslovacco e l'ultimo di tali interrogatori gli venne fatto,in modo disumano,nell'ospedale dove era ricoverato,il 10 marzo 1977,ossia tre giorni prima della sua morte.
Iscriviti a:
Post (Atom)